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La leggenda del coccodrillo assassino di Palermo

2021-03-03 11:07

Ludum Science Center

Scienza e storia,

La leggenda del coccodrillo assassino di Palermo

Il mercato antico della Vucciria a Palermo è custode di tantissime storie e anche di una leggenda popolare molto antica ma non conosciuta da molti.

Il mercato antico della Vucciria a Palermo è custode di tantissime storie e anche di una leggenda popolare molto antica ma non conosciuta da molti.
All’interno di quello che una volta era un negozio di generi alimentari presso la via Argenteria, vi è tutt'ora appeso, nel soffitto, un grosso coccodrillo imbalsamato. L'animale, lungo oltre tre metri, con le enormi fauci spalancate, incuteva timore a chiunque si trovasse di passaggio nei suoi pressi. Era per i bambini una visione che dava gioia e timore allo stesso tempo.
Ovviamente esiste una storia legata a questo animale .
Questa leggenda parla di un coccodrillo che mangiava i “picciriddi” (bambini), leggenda che ha origini assai lontane.
Si narra che il coccodrillo abitasse la fontana che si trova nella piazza Caracciolo, alla Vucciria. Fontana che un tempo si credeva alimentata dal flusso delle acque del sottostante fiume Papireto. Quell'enorme bestione, si narra, era nativo del lontano Nilo ma non si sa bene come, in qualche modo, riuscì ad arrivare via mare fin dalle nostre parti, e risalito il fiume Papireto trovò in quella fontana comodo rifugio per la sua esistestenza.
L’animale stava tutto il giorno nascosto nelle acque della fontana e soltanto dopo il tramonto poteva essere avvistato in cerca di cibo, le sue prede preferite erano i bambini che popolavano la Vucciria al calar del sole.
Un animale di queste dimensioni prima o poi deve essere notato e nel quartiere ben presto girò la voce di questo animale, e tutta la popolazione impaurita cercava di tornare in casa prima del tramonto, ma non tutti rimasero impauriti.
Cinque ragazzi coraggiosi del quartiere, decisero di affrontare l’animale, organizzarono una vera imboscata, aspettarono il calar del sole e si nascosero, quando l’animale uscì, lo attaccarono, lo agguantarono per la coda. Il possente animale si dimenava, e mentre in quattro tentavano di tenerlo fermo, il più lesto tra i giovani audaci fece in tempo ad infliggergli un fendente con un grosso coltello. Il giovane spinse con tutta la sua forza trafiggendo le dure carni dell'animale. E dopo che la lama penetrò sotto la gola, con tutta la sua forza continuò a spingere fino ad arrivare all'altezza dello stomaco. Il feroce animale, squartato, cadde esanime in una pozza di sangue e mentre tutti osservavano la scena, il pianto di una bambina si udì provenire dall'interno del suo stomaco. Il coccodrillo era ormai immobile per terra e fu allora che il giovane infilò le sue forti braccia dentro le carni insanguinate dell'animale, afferrando con le sue mani il corpicino di una bimba, ancora viva, che subito venne estratta fuori (meglio di cappuccetto rosso e la nonnina) .
La bambina miracolosamente si salvò e alla Vucciria fu festa... "Musica, balli e ciumi ri vinu" scorrevano per tutta la via dell'Argenteria, dalla fontana fino al mare !
Dubitiamo che la vicenda sia andata così ma il coccodrillo è ancora oggi esposto in bella mostra soffitto di via Argenteria 45, pronto a intimorire ogni malintenzionato.

Fonti palermonascosta.blogspot.it ; vivendopalermo.info

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